Questa
colonia d'Oltralpe - dislocata in Val Maggia, nell'attuale Canton
Ticino Svizzero - venne fondata nel 1244 da coloni Walser provenienti
dalla contigua Val Formazza; in quell'anno dieci Formazzini si stabilirono
negli alpeggi di proprietà del monastero di Sant'Abbondio
di Como, usufruendo della consueta formula di "affitto ereditario",
garantendosi quindi lo sfruttamento perpetuo delle terre occupate.
Nel 1253, così come riscontrato in un'antica pergamena, venne
edificata la Chiesa, dedicata alla Vergine, a San Giacomo Apostolo
ed al Beato Cristoforo: frate Girardo consacrò l'edificio
per conto del Vescovo di Como, alla presenza di alcuni testimoni
e dei capi di sedici famiglie Walser. In origine, il primo stanziamento
dei coloni Formazzini si attestò nel fondovalle dell'alpeggio
affittato, noto anche con il nome di "im boden" cioè
"nel piano"; solo successivamente, nel 1695, a causa di
una disastrosa valanga, il villaggio venne spostato nella zona dove
sorge ancor oggi, mentre della succitata Chiesa e del primo nucleo
abitativo non restano più tracce. Negli anni compresi tra
il 1400 ed il 1500 Bosco Gurin subì le alterne vicende storiche
che ne fecero di volta in volta un possesso dei Confederati o dei
Visconti di Milano, fino a divenire nel 1512 definitiva proprietà
della Confederazione. Nel 1803 infine il Canton Ticino divenne Cantone
sovrano della Confederazione, legando così definitivamente
la storia di Bosco Gurin alla Svizzera.
La densità numerica della popolazione di Bosco Gurin, che
nel 1683 comprendeva 291 abitanti suddivisi in 63 famiglie, fu purtroppo
molto intaccata negli anni successivi, sia come esito di varie,
catastrofiche valanghe, sia per le difficoltà oggettive di
stanziamento e sussistenza, che portarono molti abitanti ad imboccare
la dolorosa strada dell'emigrazione. Attualmente Bosco Gurin conta
74 abitanti (censimento del 1980), che vivono d'agricoltura ed allevamento
di bestiame, nonchè di turismo estivo ed invernale, attirato
dalla ridente collocazione del paese. Di notevole interesse la visita
al Museo Walser
Walserhaus, ospitato in una casa del 1386.
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EOS Editrice
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