Non solo contadini, allevatori ed artigiani, i Walser seppero coltivare splendidamente anche le arti, raggiungendo vette eccelse in svariati campi, quali la pittura, la scultura e l'architettura. Nel capitolo dedicato all'emigrazione si è già accennato ai molti che lasciarono i loro villaggi e divennero celebri proprio per questo loro innato senso artistico, che li fece conoscere ed apprezzare in molti paesi Europei; in questa sede si vuol fornire un elenco, per quanto incompleto, dei principali artisti di origine Walser che contribuirono, con la loro opera, ad aumentare il patrimonio artistico italiano ed internazionale.




Giovanni D'Enrico

Antonio D'Enrico detto Tanzio da Varallo
I D'Enrico
Questa famiglia d’artisti, il cui cognome originale è D'Henricis, si sviluppò in
Alagna, quale diretta discendenza della casata di "Anrigetus Ursus Alamannus", a cui vennero affittati i primi alpeggi dell'Alta Valsesia: nella frazione Giacomolo esiste ancora la casa natale. I principali esponenti furono Melchiorre, “il vecchio” (1573 – 1642 circa), artefice del grandioso “Giudizio Universale”, l’affresco sulla facciata della Parrocchiale di Riva Valdobbia, dipinto nel 1597; Giovanni (1570 – 1644), autore nei suoi trentacinque anni d’attività di 335 sculture delle cappelle del Santuario del Sacro Monte di Varallo, ed infine Antonio “Tanzio” da Varallo (1575 – 1635), considerato uno dei più significativi esponenti della pittura seicentesca: spesso definito come “il Caravaggio delle Alpi”, in Tanzio si evidenzia un’ispirazione artistica mediata tra il cupo realismo caravaggesco e l’elegante, ma patetico manierismo lombardo.

(i due busti sopra raffigurati sono conservati presso la Sala Consigliare del Comune di Alagna Valsesia)


Con il nome di "Maestri Prismellesi" si individua una folta schiera di famiglie d'artisti, costruttori, architetti, decoratori, originari della zona anticamente nota come "Pietre Gemelle" / "Presmell", comprendente gli abitati di Riva Valdobbia, Alagna e le circostanti frazioni. Tra i principali esponenti di questa “scuola” artistica si ricordano i Bodmer, gli Heintz, gli Schmid ed Ulrich Ruffiner , architetto e scultore.
L'arte Walser fu grande anche nella scultura, soprattutto nel periodo tardo-gotico, come testimoniato anche dai numerosissimi altaroli presenti negli oratori delle valli alpine, espressioni artistiche a testimonianza non solo del profondo senso religioso Walser, ma anche di un'arte splendida nella sua rude immediata espressione e nella sua sacrale coralità, capace di trasmettere un senso d'ingenua e pur fortissima devozione, la stessa che ha ispirato questo popolo nella costruzione di cappelle nei luoghi più impervi ed impensabili delle Alpi, quasi un'affidarsi a Dio in ogni circostanza riguardante l'esistenza o la morte.




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