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Questo insediamento fu fondato tra la fine del '300 e l'inizio del
'400 da Walser provenienti da Rimella, i quali già sfruttavano
i pascoli dell'alta Val Strona, appartenenti al monastero di San
Graciniano d'Arona, quali alpeggi estivi. Con tutta probabilità,
questi coloni Rimellesi furono costretti ad una sosta forzata al
rientro da un alpeggio estivo, e qui pertanto decisero di fermarsi
in pianta stabile assieme al loro bestiame; del resto il legame
tra questo insediamento e Rimella fu sempre assai concreto, essendo
la parrocchia di Campello accorpata a quella Rimellese fino al 1749.
Un altro segno di questa interdipendenza era rappresentato dall'usanza
di seppellire i morti di Campello nel cimitero di Rimella; se le
condizioni climatiche rendevano impossibile valicare la Bocchetta,
i defunti Campellesi venivano sepolti provvisoriamente nelle neve.
I funerali erano cerimonie difficili e faticose, soprattutto per
il corteo ed i necrofori, che sostavano in punti prestabiliti lungo
la strada, chiamati "posa dei morti": nel 1551, proprio
ad una di queste soste, Ubertino, in visita pastorale per conto
del vescovo Novarese, s'imbatte in un funerale e, toccato dalla
fatica dei partecipanti, ordinò che la salma fosse riportata
a Campello, dove s'incaricò di benedire un terreno per la
sepoltura. La Parrocchiale fu inaugurata nel 1790, mentre della
chiesa originaria di Campello, datata 1698, rimangono solo i resti
del campanile.Il paese, disabitato durante la brutta stagione, si
rianima in estate grazie alla presenza dei discendenti degli antichi
abitanti.
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