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La
colonia Walser di Formazza è certamente il più antico
insediamento di quest'etnia in Italia, cosa naturale considerando
la posizione geografica di questa valle, un cuneo territoriale contiguo
al Goms, da cui giunsero i primi coloni valicando il passo del Gries.
Non vi sono certezze riguardanti la data in cui vennero stabilite
le colonie Formazzine, ma è logico pensare che queste vennero
fondate anteriormente al 1244, anno in cui i Walser insediatisi
nella vallata si spinsero verso la Val Maggia, edificandovi Bosco
Gurin.
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Passo e Lago del Gries
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In
un documento del 1210 l'imperatore Ottone IV stabilì
che la proprietà dei feudi di Vall'Antigorio restasse
a Guido de Rodis, già signore della valle, citando
espressamente anche Formazza; esistono però diversi
dubbi sull'autenticità di questa pergamena, di cui
è nota solo una copia del '500. In ogni caso, la colonizzazione
della Val Formazza riguardò in un primo tempo i territori
più alti, quelli di Morasco e Riale (tra i 1700 ed
i 1800 metri di quota), successivamente disattesi per le difficili
condizioni climatiche verificatesi nel XV secolo.
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La
zona circostante la cascata del Toce venne invece abitata in una
fase successiva, con la fondazione dei tre insediamenti di Frua,
Sotto Frua, Sopra Frua e di Canza, a cui seguì quella degli
altri villaggi più meridionali: Grovella, Ponte, Fondovalle,
Antillone, Casse e Foppiano, giungendo ai piedi dell'altopiano di
Salecchio.
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Camminatori
davvero instancabili, questi Walser di Formazza si spinsero fino
nella Valle del Reno e nel Voralberg austriaco, rispettivamente
nel 1274 e nel 1317. Data la posizione strategica di questa valle
rispetto alle più frequentate direttrici (verso Milano, Berna,
il Ticino, il Gottardo ed i Grigioni), i Formazzini furono sempre
dediti al commercio di beni di varia natura ed al trasporto con
i muli; fu proprio questa loro posizione cruciale a determinare
addirittura un'occupazione Svizzera della Vallata, iniziata nel
1410 e protrattasi, a fasi alterne, per quasi un secolo. Nel 1495,
la Val Formazza ottenne infine la possibilità di autogovernarsi
in forza dei "Privilegi" concessi dagli Sforza, che si
assicurarono con questo atto un controllo strategico e politico
sul territorio delle Alpi Centrali. L'anno 1743 segnò il
passaggio di Formazza e dell'Ossola dallo Stato di Milano al Regno
di Sardegna: gradualmente, ma inesorabilmente, l'antica forma di
autogoverno venne soppressa.
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Riale
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La
Casa - Forte: edificata dalla ricca famiglia Zur Schmitten
nel 1569, è una costruzione austera ed imponente, che ben
merita l'appellativo con cui è conosciuta (Stein - Hus).
Sulla facciata sono ancora visibili gli anelli a cui venivano legati
i muli in occasione dei rigidi controlli previsti dagli Statuti
della valle; a destra dell'ingresso l'inferriata delimita la Prigione,
il locale in cui erano custoditi i malfattori. Entrando, a sinistra
della scala in pietra è presente il magazzino per le merci;
salendo, si trova l'ampio soggiorno in cui l'ammano amministrava
la giustizia, e la cucina, caratterizzata da un ampio camino. All'ultimo
piano infine sono presenti due stanze ad uso abitativo.
A lato: particolare di una sella da someggiatore
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Le frazioni che compongono la val Formazza
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Undrumstaldä
Foppiano
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Puneigä
Antillone
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Stafuwald
Fondovalle
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Matta
Chiesa
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Tuffald
S. Michele
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Wald
Valdo
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Zumstäg
Ponte
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Brenn
Brendo
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Gurfulu
Grovella
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Früduwald
Canza
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Unnerfrüt
Sottofrua
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Ufufrüt
Cascata
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Cherbäch
unner dorf
Riale inferiore
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Cherbäch
ober dorf
Riale superiore
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Maraschg
Morasco
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Curiosità:
assai apprezzate le patate della zona, dette Pomätter Häpfäl,
una gustosa varietà ad occhi rossi (Roti-öigjê),
di taglia media, attualmente in fase di rivalutazione. Le patate
novelle erano impiegate come merenda dai Walser, che le preparavano
arrostendole con la buccia, tagliandole a pezzetti ed intingendole
nel latte, oppure come contorno ad una toma stagionata. Data la
notevole disponibilità di quest'ortaggio, molte ricette tipiche
di Formazza, quali la Häpfluturta (torta di patate) prevedono
l'uso della patata, spesso in combinazione con formaggio, cipolla
e salsiccia.
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© 2008
EOS Editrice
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