L'Alpe di Macugnaga divenne proprietà del monastero di san Graciniano d'Arona nel 999; attorno al 1256 l'abate Corrado diede facoltà a Guidotto Visconti di stipulare contratti agrari (e di riscuoterne il relativo canone d'affitto) con i coloni ivi stanziati, al fine di trasformare l'alpeggio estivo in un insediamento permanente. Un'altra pergamena, risalente al 1291, relativa alla pace instauratasi tra il Conte di Biandrate e gli abitanti della Vall'Anzasca, cita espressamente come testimoni due coloni di Macugnaga, "Guillermus de Bouulcha e Perrinus de Poma": è quindi logico pensare che questa colonia sia stata fondata tra il 1256 ed il 1291.
Macugnaga rimase sotto la giurisdizione dei monaci di San Graciniano fino al secondo scorcio del XIV secolo, periodo in cui la Vall'Anzasca divenne proprietà dei Visconti, ma va comunque sottolineato il felice rapporto tra l'Abbazia ed i Walser Macugnaghesi, a cui vennero concessi numerosi privilegi riguardanti i commerci attraverso i valichi circostanti (Monte Moro, Colle del Turlo...) e l'istituzione di una fiera agostana del bestiame, di capitale importanza nel quadro economico di questa colonia; nei giorni di mercato venivano comprati e venduti pregiati capi di bestiame bovino ed equino, nonchè panni prodotti in Vallese, impiegati per la confezione di vari capi d'abbigliamento. I rapporti con il vicino Vallese, luogo di provenienza dei coloni di Macugnaga, furono sempri stretti, come dimostrato anche da un documento del 1559, teso a regolamentare la caccia alla marmotta.
La Parrocchiale: dedicata a Santa Maria Assunta, risale agli inizi del 1700; per la comunità Walser assume tuttavia un significato particolare la Chiesa Vecchia, accanto a cui sorge il tiglio secolare, punto di riunione per tutti gli abitanti della comunità. L'edificio religioso è una costruzione del tardo duecento, con caratteristiche gotiche riconducibili all'architettura dei Prismellesi, quali le bifore ed il soffitto ligneo, ampliata nel 1500. Il tiglio pluricentenario che sorge accanto alla Chiesa Vecchia fu qui piantato all'epoca della fondazione di Macugnaga: quasi un "cordone ombelicale" con la madre patria, sotto le sue fronde si sono tradizionalmente tenute tutte le riunioni salienti per le genti Walser di questo insediamento. Le sue dimensioni eccezionali (il tronco misura sette metri di circonferenza) ne fanno un assoluto gigante del regno vegetale, oltrechè un simbolo della straordinaria tenacia del popolo Walser.












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