Nella Val Vogna, percorsa da un'antica mulattiera che valicando il Colle Valdobbia giunge a Gressoney, s'insediarono gruppi di coloni Walser di provenienza gressonara: la frazione Peccia era già abitata nel 1325, come risulta da una pergamena riguardante una cessione di quote tra i figli di Gualcio da Verdobbio (l'antico nome di Gressoney). Un altro atto ufficiale del 1337 conferì a questi stessi Walser la possibilità di trasmettere in affitto ereditario gli alpeggi di questa località; da qui s'irradiarono nuove spinte migratorie sia verso la parte alta della valle (la Montata, Larecchio) sia verso la sottostante piana del Sesia (Cà di Janzo, Cà Piacentino, Cà Morca, Cà Verno, Cambiaveto, Rabernardo, Piane)

Val Vogna: frazione Piane
Stranamente, nell'abitato più importante, Riva Valdobbia, non sono quasi più visibili tracce dell'antica colonizzazione, eccezion fatta per una casa Walser del 1365, tracce che invece permangono negl altri insediamenti della valle: di particolare interesse il Museo Etnografico Walser, ospitato in una tipica casa di Rabernardo.
La Parrocchiale è dedicata a San Michele Arcangelo; sulla facciata si può ammirare uno splendido e vigoroso "Giudizio Universale" del 1597, opera di Melchiorre D'Enrico, pittore Alagnese di origine Walser, fratello del più celebre Tanzio da Varallo.
Il 29 settembre,giorno del patrono, si teneva a Riva Valdobbia un'annuale fiera del bestiame, la cui importanza era già riconosciuta nel 1424, così come attestato in una pergamena Viscontea; questo raduno perse gradatamente la sua rinomanza a seguito dell'apertura dell'analoga fiera di Susa. Oltre a bestiame pregiato, spesso di provenienza valdostana, venivano comprati e venduti molti articoli, tra cui in particolare gli scacciapensieri, chiamati in dialetto "ribebbe", per la cui produzione la zona era assai rinomata.

Val Vogna: l'alpeggio di Larecchio

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Il Gruppo Folcloristico di Riva Valdobbia




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